Il ripristino degli impianti abbandonati
A Valcanale si lavora ad un progetto di recupero per l'area sciabile dismessa da quindici anni.


Conoscete gli impianti abbandonati di Valcanale, in provincia di Bergamo? Chiusa l'attività nel 1997 per scarsa redditività, nonostante la quantità e qualità della neve, gli scheletri dell'impianto sono rimasti sul territorio a testimonianza di un modello di sviluppo della montagna fondato su presupposti perlomeno discutibili. Nel 2007 MW ha pubblicato un censimento sugli impianti abbandonati nella regione Lombardia (la notizia qui), tra i quali veniva inserita anche questa struttura. Negli anni seguenti, mentre l'opera di censimento iniziata da MW proseguiva sui territori di altre regioni, la grande informazione si è interessata di questo argomento: dapprima Paolo Rumiz dalle pagine di Repubblica, nel gennaio 2009, lanciava un risentito j'accuse verso colate di cemento, terreni sbancati, piloni arrugginiti, seggiovie e alberghi fantasma su tutto il territorio nazionale. Poi la rivista QuiTouring nel novembre 2010 con un articolo di Luca Bonora, ed il settimanale L'Espresso con la firma di Paolo Tessadri nel gennaio 2011, hanno ripreso il tema con spunti e riflessioni degni di un riscontro da parte di imprese ed amministrazioni locali che invece in generale non c'è stato.
Esiste infatti una seconda fase: il censimento resta fine a se stesso se poi non trova un’applicazione pratica, occorre dare avvio ad un’operazione di ripristino ambientale dei luoghi interessati, ripristino che spetta ai comuni laddove non esistano clausole di contratto precise in fase di realizzazione degli impianti. Ma, visto i pochi fondi a disposizione dei comuni e lo scarso interesse ad investimenti giudicati a perdere, il problema è sempre lo stesso: lo smantellamento degli impianti abbandonati è un costo che le imprese (quando non sono fallite o scomparse) non vogliono o non riescono a sostenere, e le amministrazioni locali che dovrebbero interessarsi del problema che riguarda il buon governo del territorio non vedono negli investimenti di ripristino dell'ambiente un possibile ritorno economico.
Tornando a Valcanale e ai suoi impianti abbandonati, successive inchieste condotte da quotidiani locali hanno portato alla luce anche altre vicende legate a possibili smaltimenti nel sottosuolo di rifiuti nocivi, e l'argomento del ripristino ambientale dell'area sciistica è tornato all'attenzione dei bergamaschi. Dopo che un'ordinanza del sindaco ha chiesto di mettere in sicurezza la zona, finalmente qualcosa si è mosso: di recente la società Valcanale srl (in liquidazione), proprietaria dell'area di oltre 230 ettari, ha avviato i primi lavori di ripristino ambientale con la rimozione di funi e seggiolini pericolanti, mentre pare sia già stato siglato l'accordo per lo smantellamento dei piloni. Restano i manufatti delle stazioni di partenza e di arrivo della funivia, oltre ad una struttura alberghiera fantasma denominata Sempreneve; per questi e per l'intera area pare che il Comune stia formulando una proposta di acquisto da sottoporre alla Valcanale srl, che ne divenne proprietaria nel 1972. Il futuro di Valcanale si gioca nelle prossime settimane, anche se pare che vi sia l'intenzione di mantenerne la destinazione a demanio sciabile.
Vedi anche:

 http://www.viviardesio.it/2012/08/12/valcanale-il-rilancio/

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 Notizia pubblicata
 in data:
13.08.2012
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