Morti e feriti per un grave incidente in motoslitta al Cermis
Un comunicato stampa di Mountain Wilderness Italia onlus.


La tragica conclusione della cena nell’albergo Sporthotel del Cermis, in Lagorai, di cui hanno dato ampia notizia i quotidiani nazionali, suggerisce alcune considerazioni che vanno al di là del vivo dolore che tutti noi proviamo per la perdita immotivata di tante vite umane. E’ certo che, nel caso specifico, ci troviamo di fronte ad un fatale errore di valutazione del rischio da parte del conducente della motoslitta, il quale si è avventurato di notte lungo un percorso troppo ripido ed insidioso. Quanto accaduto ci riporta alla questione della sicurezza, per sè e per gli altri: sulla pista stavano lavorando i mezzi battipista.

Mountain Wilderness mette in luce un problema di portata più ampia. Un problema che la nostra associazione tenta invano, da anni, di sottoporre all’attenzione degli amministratori locali, della classe politica, del Parlamento e dei Governi del paese. Noi sosteniamo che sia necessario ed inderogabile porre mano a una severa regolamentazione riguardante tutti i mezzi motorizzati che tutt’ora – d’inverno come d’estate – scorrazzano su e giù per le vallate alpine ed appenniniche (siano essi motoslitte, quad, fuoristrada, elicotteri) al fine di limitarne l’utilizzazione solo in casi di indubbia necessità ed urgenza.

Ci auguriamo che il tristissimo episodio del Cermis serva almeno a porre le autorità competenti di fronte alle proprie responsabilità, e le induca a rimettere in discussione, in modo serio e responsabile, il rapporto tra la montagna e la sua frequentazione. In linea prioritaria per quel che riguarda la sicurezza, senza dubbio; ma anche per quel che concerne il progressivo appiattimento della proposta turistica all’interno di una dimensione banalmente ludica e commerciale. Le stereotipate proposte dei gestori del grande business della vacanze inducono i turisti a considerare la montagna tutt’al più come un fondale pittoresco, posto docilmente al servizio del loro effimero desiderio di divertirsi. Un grandioso Luna Park in cui si possono sperimentare, a prezzi variabili, varie simulazioni del rischio, stoltamente convinti di non rischiare nulla. Poi, a volte, ci si sveglia di colpo con le ossa rotte, magari sul fondo di un precipizio; e di questa mancanza di fair play si accusa irresponsabilmente la montagna “cattiva”, o la motoslitta “impazzita” che non ha voluto stare al nostro gioco.

Sostenere, come Mountain Wilderness fa da oltre due decenni, la cultura del rispetto, dell’autenticità e dell’attenzione, dell’umiltà e del silenzio, significa preservare la vera vocazione delle montagne, per permettere a chi davvero ne sente il bisogno interiore di ritrovare una parte perduta di se stesso attraverso il contatto diretto (anche se duro e faticoso) con una dimensione naturale incontaminata, autentica in ogni suo aspetto. Riconquistare il “senso” profondo di simili esperienze può anche contribuire a salvare molte vite.

E’ quindi necessario che con estrema urgenza il prossimo parlamento nazionale intervenga a regolamentare in modo severo l’uso delle motoslitte in tutti gli spazi liberi delle nostre montagne.

Il Consiglio direttivo di Mountain Wilderness Italia onlus


info@mountainwilderness.it
 Notizia pubblicata
 in data:
05.01.2013
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