Olimpiadi invernali Milano Cortina: esplodono i costi. Il Parlamento copre ogni disavanzo.

Ci erano state garantite Olimpiadi invernali a costo zero, eravamo nel 2019 quando a Losanna il CIO approvava il Dossier di candidatura per Milano – Cortina 2026, un testo ottimistico e irreale. La spesa complessiva, fra gestione dell’evento e opere gestite da SIMICO (Infrastrutture Milano Cortina 2026, società pubblica) è arrivata a 6 miliardi, dei quali quasi 5 pubblici. Una contabilità precisa la si potrà fare solo dopo il 2033. Vedremo perché.

Molte opere delegate a SIMICO, specie quelle stradali, saranno terminate tra il 2027 e il 2032. Anche per questo il governo recentemente ha fatto approvare dal Parlamento, con il voto di fiducia, lo slittamento dell’operatività di SIMICO al 2033 (Legge Economia 95/2025): la società doveva vedere la fine della sua operatività il 31.12.2026.

olimpiadi

Oltre a questo rimaneva aperto il tema della gestione delle opere per dopo le Olimpiadi. Un panorama ancora oggi ricco di incertezze. A livello di immagine non si poteva ripetere la figuraccia di Torino 2006, località dove i villaggi olimpici di Torino e Bardonecchia sono abbandonati, dove trampolini, pista di bob e slittino, piste di fondo sono portate al degrado. Così l’Italia ha fatto il possibile (candidata unica) per ottenere dal CIO le Olimpiadi giovanili 2028. A vittoria assicurata il governo ha stanziato 280 milioni di euro per la gestione dell’appuntamento. Ma almeno si è certi che fino a tale data le strutture sportive nuove costruite non saranno abbandonate (si diceva che il 92% delle opere erano esistenti, minime ristrutturazioni le portavano all’efficienza: sono state quasi del tutto rifatte nuove).

Un po’ ovunque ci sono degli extracosti, si provvederà successivamente a pagare. Già oggi molte ditte impegnate lamentano di subire pesanti ritardi nei pagamenti, vedasi Livigno, Bormio, Cortina. Nel frattempo il fatto più clamoroso riguarda il villaggio olimpico di Milano, in zona Porta Romana, assegnato con procedura di Project financyng a Coima del patron Manfredi Catella, l’uomo indagato dalla magistratura assieme a altri imprenditori, amministratori e funzionari del Comune di Milano. Per l’opera Catella lamentava extracosti di circa 40 milioni di euro. Difficile giustificare un ulteriore investimento pubblico su un’opera assegnata a dei privati sulla base di un preciso contratto. Con legge 6.08.2025 il Parlamento ha invece concesso questi fondi: il villaggio olimpico, il cui costo era previsto in 99 milioni di euro, arriva così a una spesa di 140 milioni. Ma non è tutto: Catella chiedeva, e ha in parte ottenuto su pressioni al governo da parte del Comune di Milano, altre incredibili agevolazioni:

– la riduzione a 15 anni  degli affitti calmierati del futuro studentato;
– altri 60 mila metri quadrati di superfici da destinare a edificazione;
– un aumento di 65 posti auto da offrire al libero mercato;
– la riduzione dei costi di occupazione di suolo pubblico;
– e specialmente uno sconto di 2,7 milioni di euro per oneri di urbanizzazione (Decreto economia).

Qualora si concedano simili favori nel loro insieme si tratta di mancate entrate per il comune di Milano, probabilmente l’inchiesta in corso consiglierà all’amministrazione comunale una certa cautela.

Ma su Milano arrivano dal governo anche 21 milioni di euro per l’anno 2025. A cosa servono? A coprire le spese sostenute dal Comune in tema di accessibilità e gestione delle strutture olimpiche, specie verso il Palaitalia di Santa Giulia.

I costi delle Olimpiadi aumentano anche per il capitolo sicurezza. Un tema che soffre di pesanti criticità. In tutte le valli, lombarde, altotesine, trentine e venete non si trovano alloggi per poter ospitare per circa due mesi migliaia di agenti. Calcoli ancora approssimativi indicano una spesa pubblica di circa 900 euro giornalieri per agente. Anche in questo caso si è provveduto a intervenire con la legge Economia 95/2025: si sono stanziati 67 milioni di euro per sostenere l’impegno. I soldi vengono erogati a due ministeri: 41 milioni al Ministero dell’Interno, altri 12,8 al Ministero della Difesa.

Solo questo piccolo, ma intenso quadro illustra quanto sia difficile oggi contabilizzare il reale costo dell’evento olimpico che graverà nelle casse degli enti pubblici. E perché abbiamo affermato che una contabilità reale sarà possibile solo a decadenza di SIMICO, quindi nel 2033.

Luigi Casanova