Olimpiadi Milano Cortina: mobilitazioni a Milano dal 6 febbraio in avanti.

Le mobilitazioni contro le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 si inseriscono pienamente nei temi che Mountain Wilderness porta avanti da sempre: la critica al modello delle grandi opere, alla mercificazione dei territori e all’uso strumentale della retorica della “sostenibilità” per giustificare processi di devastazione ambientale e sociale.

Il C.I.O. – Comitato Insostenibili Olimpiadi, che coordina le iniziative di questi giorni, nasce proprio per mettere in discussione il senso stesso dell’evento olimpico e il suo impatto reale su città e montagne. Le Olimpiadi vengono presentate come opportunità di sviluppo, ma producono in realtà cementificazione, consumo di suolo, indebitamento pubblico, espulsione delle comunità locali e trasformazione dei territori in spazi turistici funzionali al mercato globale.

Dietro la narrazione ufficiale di “Giochi verdi” e “legacy positiva” si nasconde un modello che aggrava la crisi climatica e ambientale, accelerando la distruzione di ecosistemi fragili e imponendo scelte calate dall’alto, senza reali processi democratici.

Venerdì 6 febbraio – Fiaccolata anti-olimpica a San Siro

La prima iniziativa parte questa sera, venerdì 6 febbraio, nel quartiere popolare di San Siro, in contemporanea con la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. È prevista una fiaccolata anti-olimpica e parata popolare di quartiere, promossa dal C.I.O. insieme a comitati territoriali e realtà sociali milanesi.

La mobilitazione mette al centro le condizioni di vita degli abitanti: emergenza abitativa, sfratti, precarietà, controllo poliziesco degli spazi urbani, aumento della pressione immobiliare legata ai grandi eventi. San Siro è un luogo simbolico: un quartiere popolare che mostra in modo evidente la distanza tra la vetrina internazionale della città olimpica e la realtà quotidiana delle periferie.

L’obiettivo è rompere la narrazione celebrativa delle Olimpiadi, collegando le lotte urbane contro la speculazione e l’esclusione sociale alla critica complessiva del modello olimpico.

Sabato 7 febbraio – Corteo nazionale contro le nocività olimpiche

Per sabato 7 febbraio il C.I.O. convoca a Milano un corteo nazionale con lo slogan:
*“Tutt in piazza contro le nocività olimpiche”**.

La manifestazione chiama in causa una pluralità di soggetti: movimenti ambientalisti, realtà per il diritto all’abitare, collettivi studenteschi, sport popolare, sindacalismo conflittuale e reti territoriali provenienti sia dalle città sia dalle aree montane direttamente colpite dalle opere olimpiche.

Il corteo intende denunciare:

  • l’impatto ambientale delle infrastrutture sportive e di trasporto;
  • la trasformazione delle città e delle montagne in spazi funzionali al turismo e alla rendita;
  • la sottrazione di risorse pubbliche a servizi essenziali;
  • l’uso dell’evento olimpico come giustificazione per zone rosse, limitazioni delle libertà e militarizzazione.

Dalla città alla montagna: un’unica vertenza

Le mobilitazioni milanesi rappresentano solo un fronte di un conflitto più ampio che attraversa l’intero territorio coinvolto da Milano-Cortina 2026. Le stesse logiche che in città producono esclusione e gentrificazione, in montagna generano sbancamenti, nuove piste, impianti energivori, consumo di acqua, artificializzazione dei paesaggi alpini, in territori già fragili e colpiti duramente dalla crisi climatica.

Il lavoro del Comitato Insostenibili Olimpiadi mette in relazione queste dimensioni, mostrando come le Olimpiadi non siano un evento neutro, ma uno strumento di riorganizzazione economica e territoriale che sacrifica ambiente, comunità e beni comuni in nome della visibilità globale e del profitto. In questo senso, la critica urbana e quella montana fanno parte della stessa battaglia