“Una montagna di soldi”: il libro che smonta il mito verde di Milano-Cortina 2026

Un viaggio nella retorica nostalgica dello “Spirito Italiano”, tra sprechi, affari e scandali delle quarte Olimpiadi d’Italia: promesse di sostenibilità e costo zero che si sciolgono al sole dei cinque miliardi pubblici, mentre le Alpi diventano il teatro di un gigantesco business travestito da festa nazionale.
Ci sono montagne che insegnano il limite, e montagne che vengono usate per nasconderlo. Una montagna di soldi è il racconto di questa seconda specie: una ricognizione implacabile dentro la grande illusione dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, dove la retorica dello Spirito Italiano — quella dei tricolori al vento e delle imprese “a costo zero” — si dissolve tra appalti pilotati, stipendi d’oro e colate di cemento.

Il libro smonta con rigore giornalistico e indignazione civile la narrazione di un evento “sostenibile” e “diffuso”, restituendo la fotografia di un sistema che usa lo sport come schermo per perpetuare vecchi meccanismi di potere: società partecipate, poltrone, fondazioni private solo di nome e pubbliche solo quando si tratta di pagare i conti. Dalle inchieste milanesi alle opere incompiute per miliardi, dalla pista da bob di Cortina alle nuove strade e ferrovie imposte alle montagne, si ricompone il mosaico di un’Italia che continua a scambiare il futuro con il profitto immediato.

Dietro la promessa di “Giochi sostenibili” si staglia una verità scomoda: quella di un territorio fragile trasformato in cantiere, di comunità montane espropriate del loro diritto a decidere, di un modello economico che misura tutto in metri cubi di calcestruzzo.

Descrizione

Un viaggio nella retorica nostalgica dello Spirito Italiano, negli sprechi, gli affari e gli scandali di Milano Cortina 2026, le quarte Olimpiadi italiane. È stato detto che sono “a costo zero”, mentre il contribuente pagherà 5 miliardi di euro per impianti sportivi, strade e ferrovie. È stato detto che saranno i Giochi meno costosi, mentre si spenderanno due miliardi solo per organizzarli, con un bilancio in rosso già ripianato grazie a mezzo miliardo di aiuti pubblici. È stato detto che saranno le Olimpiadi “più sostenibili di sempre”, perché diffuse sul territorio e con la quasi totalità delle opere pronte. Bugie, come dimostrano la nuova pista da bob di Cortina, le incompiute per tre miliardi di euro e la colata di cemento che si abbatterà sulle Alpi e le Dolomiti tutelate dall’Unesco, a servizio della monocultura del turismo invernale. Il libro ricostruisce una ragnatela di società, poltrone e centri di potere occupati dai signori del “circo bianco”. Ma anche le inchieste milanesi che hanno messo nel mirino Fondazione Milano Cortina, tra appalti pilotati e super-stipendi, diktat dei grandi sponsor e progetti di grattacieli, assunzioni di raccomandati e guerre di potere. Al punto da provocare l’intervento del governo Meloni, incurante dello scontro con i magistrati, pur di blindare i segreti di una società che è privata solo a parole. È l’assalto alla diligenza degli amministratori locali, il festival dell’incoerenza di ministri e politici, la solita corsa italiana contro il tempo com’è avvenuto ai tempi dell’Expo 2015. Stavolta per dare la scalata a una montagna di soldi.