Voli turistici in montagna. Da decenni Mountain Wilderness chiede una regolamentazione Nazionale.
Le montagne italiane sono sempre più ridotte a parchi giochi per turisti facoltosi, dove l’eliturismo avanza tra silenzi e complicità. Luigi Casanova lancia un appello per una legge nazionale che ponga fine a questo scempio, denunciando l’inattività del CAI, incapace di dare concretezza al proprio bidecalogo che pure condanna i voli turistici. Serve unità di intenti: senza coerenza e coraggio politico, le vette resteranno ostaggio del consumo e della spettacolarizzazione.

Ci si sta meravigliando di come le montagne siano state trasformate in un circuito di divertimenti. Fra le offerte che si stanno consolidando vi è quella dell’eliturismo. Nelle Alpi occidentali si diffonde l’eliski, in Dolomiti e Appennino eliturismo, elibike, elicene, transfert in elicottero di ospiti elitari, si discute di un eliporto a Cortina. Si evita di dire che regolarmente, nonostante una legislazione ritenuta severa, in Alto Adige (passo Gardena, Ortisei) si giochi con questi voli. Il Veneto ha sempre rifiutato una legge di regolamentazione dei voli, si diffondono ovunque anche grazie al supporto di patrocini locali del CAI, ovunque in estate come in inverno si sorvola a pagamento lo straordinario patrimonio paesaggistico che ci è stato offerto.
Da tempo, fin dal 1998 Mountain Wilderness Italia ritiene sia urgente, dovuta, una legge nazionale che porti rispetto alle montagne, come avviene da trent’anni in Francia, Austria, Germania, Slovenia. Il Parlamento ha sempre negato simile attenzione; il CAI, al di là di proclami scandalistici, è rimasto assente nonostante vanti un corpo sociale di 360.000 tesserati e dovrebbe sostenere le sue direttive. Non si vuole polemizzare con questo sodalizio, con il CAI vogliamo collaborare, ma è necessario portarlo a coerenza attiva.

Quando leggiamo dello scandalo dei lanci dalla Torre Trieste (gruppo Civetta) o da altre rinomate cime si ritrova la colpevolizzazione degli autori. E’ venuto il momento di smettere l’abito dell’ipocrisia. Cominci la Provincia di Bolzano a far rispettare la sua legge sui divieti, ritorni coerente la Provincia di Trento, Dolomiti UNESCO esca dal suo torpore e investa, come promesso fin dal 2010 in poi, in una legislazione unificata dei quattro ambiti territoriali di sua competenza, se questa Fondazione intende ritrovare credibilità funzionale sui territori. Almeno una qualche forza politica nazionale, perlomeno di opposizione, abbia il coraggio di affrontare il tema e di portarlo a soluzione (vedasi atti del Parlamento 1998). Grazie alla disattenzione del Paramento, grazie alle ipocrisie delle Regioni e Comuni montani, abbiamo offerto le montagne a ogni possibile indirizzo consumistico: A fronte di quanto sta accadendo, in Dolomiti come nell’occidente delle Alpi, si troverà un qualche politico capace di coraggio, energia, coerenza nelle Regioni interessate, come nel parlamento nazionale? I dubbi rimango. Aspettiamo che qualche sensibilità politica e sociale ci smentisca. In quel caso siamo disponibili a ogni collaborazione.
Luigi Casanova