39° Incontro in difesa dell’antica Foresta del Cansiglio
Sono ormai trentanove gli incontri annuali organizzati in difesa dell’antica Foresta del Cansiglio, promossi ogni anno dalle associazioni ambientaliste di Veneto e Friuli. Fin dalle prime edizioni, Mountain Wilderness è sempre stata presente in prima fila, sin da quando la principale preoccupazione riguardava il progetto di collegamento sciistico tra il Pian Cavallo e la parte veneta, attraverso la foresta.

In questa edizione hanno partecipato circa 350 persone, a testimonianza del continuo interesse e dell’impegno collettivo per la tutela di questo prezioso ecosistema. Tra i temi discussi, è emerso quello del possibile progetto di una nuova pista da mountain bike tra il Pian Cavallo e il versante veneto, fino a Colindes, passando per Casera Palantina.
Al momento non esiste alcun progetto ufficiale presentato dai comuni interessati, ma poiché l’idea riaffiora periodicamente, le associazioni ambientaliste hanno voluto ribadire la loro ferma opposizione a tale ipotesi. Non si tratta di essere contrari al turismo sostenibile in bicicletta – tra Cansiglio e Alpago esistono già oltre 100 chilometri di strade e piste forestali, più che sufficienti – ma di evitare nuove aperture che, nel tempo, rischierebbero di trasformarsi in strade forestali percorribili anche da mezzi motorizzati, come quelli dei cacciatori.
Durante l’incontro si è discusso anche della necessità di avviare un percorso – pur lungo e complesso – per valorizzare la Foresta non soltanto come fonte di legname o meta di turismo di massa, ma come sistema vivente portatore di Servizi Ecosistemici fondamentali, così come li definisce la ricerca scientifica e universitaria.
La Foresta produce ossigeno, regola la temperatura del suolo, contrasta l’effetto serra catturando l’anidride carbonica e trasformandola in biomassa, rallenta l’erosione del terreno e, soprattutto, conserva la biodiversità vegetale e animale. Tutte funzioni che dovrebbero diventare sempre più centrali nella gestione della Foresta.

È stato inoltre sottolineato il bisogno di un rinnovamento nella selvicoltura, che, pur definita “naturalistica”, deve evolversi per rispondere meglio ai cambiamenti climatici in corso.
Particolare attenzione è stata posta alla salvaguardia dei grandi alberi, i cosiddetti patriarchi, che troppo spesso vengono abbattuti per favorire la crescita di esemplari più giovani e redditizi. Gli alberi vetusti rappresentano la memoria della Foresta, elementi di grande valore ecologico, estetico e culturale, e vanno quindi preservati. In Cansiglio esistono – o esistevano – alberi che, se si trovassero al di fuori della Foresta, sarebbero tutelati come veri e propri monumenti naturali.
È stato poi ricordato come stia crescendo l’interesse per la “terapia in foresta”, una pratica che affianca la medicina ufficiale e può offrire benefici in numerose patologie: dall’ansia all’asma, fino al supporto nei percorsi di cura dei malati oncologici.
Collegata alla manifestazione di domenica, si è svolta martedì a Vittorio Veneto una conferenza della ricercatrice Monica Gagliano sul tema dell’intelligenza vegetale. L’incontro, che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone, ha offerto un’interessante prospettiva sulle relazioni e sul dialogo possibile tra esseri umani e mondo vegetale, aprendo nuove riflessioni sul rapporto tra uomo e natura.
Toio de Savorgnani