Dal sogno olimpico alla realtà: la nuova indagine di Casanova e Facchini.

Oro colato. Il nuovo libro sulle prossime Olimpiadi di Luigi Casanova e Duccio Facchini edito da Altreconomia sarà il libreria il 28 novembre.

Luigi Casanova, Presidente di Mountain Wilderness, è una delle figure che in Italia ha seguito, studiato e denunciato con maggiore competenza le distorsioni legate alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Ma questo lavoro di analisi, approfondimento e verifica non è stato affrontato da solo: i due autori hanno condiviso un percorso di ricerca rigoroso, dove Duccio Facchini ha avuto un ruolo decisivo nel passare al setaccio, nome per nome e decreto per decreto, l’intero impianto documentale, rendendo più chiara, esatta e leggibile la complessità del tema.

La doppia sensibilità dell’ambientalista e del giornalista si è così unita alla meticolosità investigativa e alla cura editoriale, permettendo una ricostruzione trasparente, verificabile e accessibile a tutti. Senza un lavoro congiunto – portato avanti con passione civile, ostinazione e senso del bene comune – molte delle criticità oggi note sarebbero rimaste nell’ombra, sepolte fra tecnicismi, documenti difficilmente reperibili e silenzi istituzionali.

Dopo Ombre sulla neve, che già offriva un’analisi preziosa e anticipatoria, oggi arriva una nuova pubblicazione, frutto del lavoro comune con Duccio Facchini. Due libri che rappresentano un patrimonio di informazione indipendente, e che invitiamo a comprare, leggere, regalare, prestare e diffondere: perché la montagna ha bisogno di verità, non di slogan.

Oro colato. L’eredità per pochi delle Olimpiadi di Milano Cortina

Dopo lo strategico libro Ombre sulla neve, la documentata analisi su come si sarebbero svolte le prossime Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, edito da Altreconomia, la casa editrice ha sollecitato questo nuovo libro per aggiornare i cittadini sull’insieme di criticità che circondano questo grande evento sportivo internazionale.
Un libro necessario perché rompe il silenzio di troppa informazione su come è stato gestito l’evento e su come sono state decise e poi costruite le opere, sui troppi ritardi, su situazioni di preoccupante assenza di trasparenza. Un trionfalismo che non ha ragione di esistere.
Si era detto che sarebbero state Olimpiadi a costo pubblico pari a zero, che sarebbero state ricordate come un esempio virtuoso sul tema della sostenibilità, che avrebbero portato a una rinascita della montagna lombarda, veneta e trentina.
L’agile volume inquadra territorio per territorio e espone quanto in realtà è avvenuto. Vi si trova descritto lo scandalo dei costi, sia della società gestrice l’evento, la Fondazione Milano Cortina 2026, sia della società pubblica che le opere le ha progettate e appaltate. Sulla Fondazione è piovuta anche una dura inchiesta della magistratura lombarda: la Fondazione viene giustamente ritenuta società di carattere pubblico e non privatistico; invece di costare 1,3 miliardi di euro ci si avvicina, per ora, ai 2 miliardi. Le 94 opere seguite da Simico dovevano costare 3,4 milioni di euro, si è prossimi ai 5 miliardi.
E tutte le opere hanno subito gravi ritardi. Alcune sono in fase progettuale, altre, quelle sportive, permetteranno lo svolgersi delle gare ma dovranno poi venire completate. Ritardi non certo dovuti agli ambientalisti visto che le opere sono tutte commissariate, hanno avuto una fase di approvazione fatta di percorsi semplificati, due aspetti che hanno impedito in modo totale la trasparenza e il diritto di partecipazione.
Ancora una parola sulla montagna. Per come gestito l’evento si dimostra come le Olimpiadi non portino sviluppo alla montagna. Certo, sui territori sono piovuti e pioveranno miliardi (circonvallazione di Cortina 480 milioni di euro, Longarone, 650 milioni di euro), soldi che stanno demolendo quanto era rimasto di naturalità e di paesaggi intonsi. Ma le montagne della Valtellina, del Cadore, del Trentino non vedranno investimenti tesi ad aggredire lo spopolamento e la fuga dei giovani. Niente servizi pubblici, nessun sostegno all’agricoltura della montagna, nessuna idea sulla filiera del legno, è stato taciuto nel modo più assoluto il tema dei cambiamenti climatici e si prosegue ciecamente nel sostegno indiscriminato all’industria dello sci.
Questo e molto altro troverete nel lavoro dei due autori. Buona lettura.