Dolomiti, una svolta storica: la prima ZTL extraurbana apre la strada al cambiamento.

Per decenni è sembrata una battaglia controcorrente, portata avanti con determinazione da Mountain Wilderness insieme a SOS Dolomites: limitare il traffico privato sui passi dolomitici, restituendo questi luoghi alla loro dimensione naturale, al silenzio e a una fruizione rispettosa. Già oltre quarant’anni fa si denunciava con lucidità l’impatto crescente delle automobili su ecosistemi fragili e paesaggi unici, in un contesto in cui il modello turistico dominante sembrava incompatibile con qualsiasi forma di regolazione. Oggi quella visione inizia finalmente a trovare applicazione concreta. È di questi giorni la notizia che in Val Gardena è stata approvata la prima ZTL extraurbana in Italia: un provvedimento che blocca il traffico di transito privato e turistico sui passi dolomitici, segnando un passaggio storico. Il Comune di Selva di Val Gardena ha infatti approvato all’unanimità la creazione di una ZTL verso il Passo Gardena, che entrerà in vigore da maggio a ottobre, consentendo il transito ai residenti e a coloro che pernottano in zona, senza l’introduzione di pedaggi. Un passo importante, che ora richiede il coinvolgimento e il consenso dei comuni della provincia di Trento e della Val Badia per essere pienamente efficace.

Mountain Wilderness esprime convinto sostegno a questa decisione, auspicando che tale sensibilità venga rapidamente condivisa anche dagli altri territori interessati e dagli operatori turistici. Analoga soddisfazione è stata espressa da Georg Simeoni, presidente di Alpenverein Südtirol, che sottolinea come questo non rappresenti un punto di arrivo ma l’avvio di un percorso virtuoso. Anche questa parziale chiusura va infatti nella direzione di un turismo fondato sul rispetto: un investimento nella salvaguardia della bellezza e della biodiversità, nella cultura del limite e in un nuovo equilibrio tra presenza umana e ambiente. Un esempio concreto che può e deve essere esteso ad altri contesti montani italiani, a partire dal Colle del Nivolet, per costruire un futuro in cui la montagna torni ad essere spazio di natura, lentezza e consapevolezza.