Gli scandali olimpici tenuti sottotraccia. Un bollettino di guerra.
A un mese dall’evento olimpico presentiamo una serie di fotografie che documentano zona per zona quanto non viene detto nella preparazione dell’evento olimpico. Siamo coscienti dello sconcerto nel quale si cade mentre si legge. Ma è ben più scandaloso che queste notizie non vengano rese pubbliche da quanti ci governano. Per abbattere questi muri è necessaria affrontare una sofferta informazione. Di Luigi Casanova

Cortina d’Ampezzo
Non si può che partire da Cortina, dal collegamento in cabinovia che dalla ex stazione ferroviaria del paese porterà verso Socrepes, ai piedi delle Tofane (Project financing). Un’opera ritenuta fondamentale in quanto sostenuta da Simico come collegamento alternativo all’uso dell’auto privata per portarsi verso le piste olimpiche: non era prevista nel dossier di candidatura, doveva costare 24 milioni di euro, in pochi mesi è lievitata a 35. Le gare di appalto ufficiali sono andate deserte, in via diretta i lavori sono stati affidati a una società che mai ha costruito impianti (come avvenuto a Bormio), la Graffer S.r.l. Il collegamento prevede la costruzione di una cabinovia con capacità oraria di 2400 persone. Sui dieci piloni portanti ben 4 poggiano sulla frana in movimento, come del resto la stazione intermedia. Questi piloni vengono costruiti su una slitta mobile sotterranea, come avviene sui ghiacciai. Il trasporto alternativo è pura mistificazione della realtà, l’impianto arriva a oltre 300 metri dal plateau delle gare di sci alpino. I lavori sono partiti in assenza del nulla osta tecnico causa carenza di documentazione, mancava perfino il progetto esecutivo (arrivato solo a dicembre 2025, ricco di 14 pesanti prescrizioni), nel frattempo si è proceduto a suon di costose varianti in corso d’opera. A oggi manca la dichiarazione di “immunità di frana” in quanto nessun dirigente della Regione si fida a firmarlo. Dubbi forti rimangono sulla certificazione europea della sicurezza. Nonostante la situazione il Commissario straordinario Saldini sostiene che l’opera non la si possa fermare.
Sempre riguardo questo impianto un privato, Ernesto Curtolo, si vede abbattere la sua abitazione, un B&B: ha fatto ricorso, perdendo al TAR Veneto (una consuetudine che andrebbe chiarita) contro Simico, l’Avvocatura dello Stato, Regione Veneto, Comune di Cortina, evidente la lotta di un Davide contro Golia. Nel corso dell’udienza in 4° sezione del Consiglio di Stato e Roma è arrivata la notizia che le ruspe stavano sventrando della casa di proprietà con ancora i mobili da rimuovere: al giudice non è rimasta scelta, la richiesta di sospensiva dei lavori è stata annullata. Ora si procederà sul profilo penale. Incredibile quanto avvenuto, ma c’è di peggio, la casa non la si può comunque rimuovere completamente perché ospita una strategica cabina di trasformazione dell’Enel, almeno fintantoché non si costruisce un’alternativa.
Sempre a Cortina è bene soffermarsi sull’inutile villaggio Olimpico a Fiames, inutile perché sarà poi demolito, 39 milioni di euro gettati al vento per 377 baracche prive di dignità. Si era assistito alla ex Stazione alla demolizione del servizio veterinario: l’amministrazione comunale solo dopo mesi ha offerto ai veterinari un’alternativa: una baracca metallica da cantiere posta a oltre 4 chilometri di distanza, loc. Fiames, all’entrata del villaggio: il tempo impiegato per raggiungere la località supera i 20 minuti causa le continue interruzioni stradali.
I vecchi trampolini olimpici del 1956, da decenni abbandonati, dovevano affrontare un lifting per ospitare le premiazioni, un milione di euro. Costeranno dieci milioni di euro, con inserimento di servizi e un ristorante, lavori che termineranno dopo le Olimpiadi.
Nella Perla delle Dolomiti non potevano mancare gli scandali urbanistici. Sono coinvolti i proprietari del locale di lusso El Camineto (acquistato da Flavio Briatore, poi rivenduto a Dimitri Kunst compagno della ministra Daniela Santanchè). Il locale è stato chiuso con ordinanza sindacale per pesanti violazioni urbanistiche prive di autorizzazioni. Il comune è poi intervenuto nel negare l’agibilità al nuovissimo e lussuoso Chalet Franz Kralerb del Club Moritzino (300 euro un tavolo) ancora per pesanti violazioni urbanistiche. Andrà rimossa anche la terrazza panoramica del rifugio Scoiattoli nei pressi delle 5 Torri. A Cortina sembra sia diffusa l’opinione che grazie al largo portafoglio si diventi padroni della montagna.

Livigno e Bormio
Nel Piccolo Tibet di Livigno si è costruito un grande bacino di raccolta acque per l’innevamento artificiale. Siamo sul Monte Sponda a 2600 metri di quota, un bacino immenso, capace di 203 mila mc. Doveva essere terminato nell’autunno 2024, forse sarà completato a fine dicembre. Il costo è di 21,7 milioni di euro.
A Bormio si è costruito l’Olympic Ski Center, 13 milioni di euro. Si imporranno tribune amovibili per circa 5000 posti, poi saranno smantellate. Il progetto della pista Stelvio è stato sconvolto. Ci si è accaniti nel demolire quanto era rimasto di intatto nei boschi del parco naturale dello Stelvio.
Milano, la capitale olimpica
E Milano? La città ha privato Baselga di Pinè (TN) delle gare di pattinaggio di velocità. Si terranno nel padiglione della Fiera di Rho, lo Seed Skating Stadium, 6000 posti. E accanto, in altri padiglioni si è completata la Milano Rho Ice Hockey Arena da 4000 posti, un costo di 25 milioni di euro. Poi diventeranno padiglioni multifunzionali. Il secondo centro sarà capace di ospitare fino a 30 mila spettatori in piedi e 12 mila seduti.
Grandi problemi anche al palazzo Santa Giulia che ospiterà le gare di hockey su ghiaccio. Le nazionali statunitensi e canadesi hanno minacciato di boicottare i giochi qualora la pista non venga resa regolamentare nelle misure e non si riesca a produrre ghiaccio di qualità, un ghiaccio che venga ritenuto sicuro per gli atleti. Chi pagherà simili costose negligenze? I progettisti e i controllori?
Il villaggio olimpico costruito in Project financing dovrebbe rappresentare uno dei pochi reali obiettivi di legacy in quanto sarà riconvertito in studentato universitario. Quale famiglia potrà sostenere il costo agevolato mensile di 700 euro a posto letto? Nel caso non si rientri nella graduatoria il costo supererà i 1000 euro.
In pianura padana non si può non offrire attenzione alla piccola Verona. L’Arena ospiterà la cerimonia di chiusura e a seguire l’apertura dei giochi paralimpici. Per i necessari adeguamenti si prevedeva una spesa di poco superiore al milione di euro: la cifra è lievitata dapprima a 10 milioni, oggi come minimo i costi supereranno i 20 milioni. La notizia che ha del clamoroso riguarda proprio le strutture destinate a facilitare l’accesso ai portatori di disabilità. Saranno raffazzonate in vista dell’evento e portate a compimento solo dopo le Olimpiadi.

Come si accederà ai luoghi olimpici?
Il secondo e terzo lotto della circonvallazione di Cortina saranno definiti solo dopo le Olimpiadi, la progettazione /e i costi) stanno incontrando problemi importanti. Ci sarà l’apertura, anche questa temporanea, delle tre circonvallazioni che erano previste per i mondiali di sci alpino 2021: i lavori riprenderanno nell’estate 2026. La circonvallazione di Longarone, ancora da iniziare, sarà terminata bene che vada nel 2030. Nonostante da gennaio i transiti vengano filtrati fin da Longarone e Tai di Cadore le difficoltà di accesso al budello della statale di Alemagna saranno incredibili, sempre sperando che i versanti delle montagne rimangano stabili causa il freddo. A parte le ristrutturazioni delle stazioni ferroviarie di Feltre, Belluno e Longarone, non si vede traccia di investimenti a Calalzo, il portale strategico di arrivo del treno e della partenza dei collegamenti con mezzi pubblici verso Cortina. Va segnalato il silenzio assoluto del potente Luca De Carlo, senatore di Fratelli d’Italia, il vero ras nel partito veneto, già sindaco a Calalzo. Si è completamente disinteressato del suo territorio. Non è stato solo Zaia protagonista nel ridimensionare le ambizioni politiche dei Fratelli italiani, De Carlo vi ha messo, e molto, del suo. Il partito che doveva rovesciare la Lega è uscito con la metà dei voti del partito rivale, 18 a 36.
In Trentino era stato promesso il BRT (Bus Rapid Transit). A parte la costruzione della nuova autostazione e parcheggio sotterraneo a Cavalese, qualche lavoro a Pozza di Fassa, l’acquisto di alcuni autobus, del progetto non se ne vede traccia, ammontava a oltre 100 milioni di euro la spesa prevista. Se ne parlerà nel 2026, forse. Come se ne parlerà, forse il prossimo anno delle strade che dovrebbero collegare l’altopiano di Baselga alle valli di Cembra e Fiemme.
Sarà difficile accedere anche alla Valtellina (Livigno e Bormio). Non solo perché la Svizzera, irritata dai ritardi istituzionali della Regione Lombardia, in vista delle Olimpiadi chiuderà i suoi accessi verso Livigno. Ma anche per i ritardi accumulati nei lavori sulle diverse tangenziali.
Non sarà terminata la terza corsia del Ponte Manzoni a Lecco. La circonvallazione di Vercurago, 253 milioni di euro, è da iniziare, sarà terminata nel 2032. Come del resto non partono i lavori dello svincolo di Sassella e Catione Andevenno. Nemmeno parte la circonvallazione di Sondrio, inizio lavori a agosto 2026 con lo svincolo su due livelli sulla SS38, sarà conclusa solo nell’autunno 2027. La tanto promessa (15 anni) tangenziale di Tirano vede i lavori sospesi causa troppo materiale sciolto al termine della galleria, non si sa come procedere e 200 operai attendono decisioni veloci.
In valle ci sono aspetti parzialmente positivi: l’eliminazione di 16 passaggi a livello sulla ferrovia Lecco – Tirano, il potenziamento dei collegamenti fra Lecco e Milano con un treno ogni 30 minuti. Ma per i pendolari, sia in ferrovia, come per la strada, il 2026 sarà un anno di sofferenza.
L’aeroporto di Malpensa è pronto ad accogliere le squadre nazionali e gli spettatori? Ci sono problemi importanti e costosi da risolvere, in pochi giorni.
Ogni sciatore porterà con se almeno 25 paia di sci, bagagli fuori misura, lo scalo non è attrezzato per smistare tanti ingombranti passaggi. La potenzialità attuale smaltisce solo 300 bagagli ingombranti al giorno: con le Olimpiadi per oltre un mese saranno almeno 4.500. Si interverrà con una nuova logistica e specialmente investendo in nuove spese non previste.
Per chiudere con Milano arriviamo a notizie più serene. L’inaugurazione del 6 febbraio, costosissima, avrà come star internazionale Marian Carey, oltre 220 milioni di dischi veduti. La voce narrante sarà affidata all’attrice Matilda De Angelis. Per il pubblico di lingua inglese il conduttore sarà il rapper Snoop Dogg, accompagnato da Dua Lipa, cantante di lingua inglese, già apparsa nella Galleria Vittorio Emanuele sfoggiando una discutibile pelliccia. La firma dello spettacolo è di Marco Balic, già curatore di ben 15 eventi olimpici, una garanzia di qualità. Incuriosisce invece il filo conduttore dell’evento nella parola “Armonia”. Una parola venduta ai media come connessione olimpica fra la città e la montagna con collegamenti in diretta da Cortina, Valtellina e Fiemme. Un tema che approfondiremo nei prossimi numeri.
Come garantire sicurezza?
Le Olimpiadi vedranno protagonista il volontariato, saranno 18 mila le persone coinvolte, scelte fra 60 mila candidati. Questi troveranno ospitalità nei loro territori, a Cortina ci sono comunque difficoltà nel reperire alloggi e mense. A dicembre è ancora irrisolto un tema strategico, riguarda la sicurezza. Si è arrivati in affanno, e con superficialità: si deve offrire ospitalità alle migliaia di operatori della sicurezza, protezione civile, vigili del fuoco, personale sanitario, polizia, carabinieri, guardia di finanza. Nel Veneto non si sa ancora oggi come alloggiare i 1700 agenti, sembra saranno dislocati in alberghi e altre strutture private lontane anche oltre i 40 chilometri dai luoghi delle gare. Analoga situazione in Lombardia, in Sudtirol. In Trentino si preparano 40 posti letto nell’abbandonato albergo di proprietà della Provincia, Hotel Panorama, 200 mila euro di spesa. Altri alloggi vengono costruiti in un nuova palazzina presso la questura cittadina, vi si costruisce un nuovo poligono di tiro per armi lunghe. Chi pagherà queste spese al momento non è dato saperlo. Per rimanere in Trentino, i lavori di ristrutturazione del palazzo del ghiaccio di pattinaggio a Baselga di Pinè sono in grave ritardo. Anche qui sono evidenti gli errori progettuali. Non si riesce a garantire la qualità del ghiaccio nella pista esterna e i costi, inizialmente previsti in 29,5 milioni di euro, risultano inadeguati. Sommando questa cifra alle spese sostenute per gli impianti a Rho era sicuramente possibile mantenere la sede olimpica del pattinaggio di velocità sull’altopiano. Come abbiamo scritto la scelta è stata politica, contro la montagna, altro che Armonia.
Ovunque si discute del tema del consumo di suolo. Un primo studio dell’ISTAT ha valutato in 59 ettari il consumo di suolo delle olimpiadi, ma il dato è del settembre 2025. Solo dopo si sono diffusi parcheggi (Fiemme, Cortina, Valtellina, Livigno). Si pensi che per la pista di bob si è valutato un consumo di suolo in 2,8 ettari, sicuramente a oggi si sono superati i sette ettari. Nel 2026 si disporrà di dati più certi, prossimi al raddoppio di quelli emanati nel 2025.
Luigi Casanova