In ricordo di Clemente e di un’amicizia lunga una vita
Clemente Santillo, medico, alpinista ed escursionista appassionato, socio storico e figura profondamente amata di Mountain Wilderness, ci ha lasciati il 4 dicembre. La sua presenza discreta ma incisiva, il suo impegno coerente e il suo modo gentile e ironico di stare nel mondo hanno accompagnato per molti anni la vita dell’associazione, intrecciandosi con relazioni umane intense e durature.
Accanto al ricordo di Clemente scritto da Betto Pinelli e che di seguito pubblichiamo, ce n’è un altro, altrettanto intimo e prezioso. È quello di Carlo Alberto Graziani, nato da un commovente racconto a voce, affidato alla memoria e alla relazione diretta, come spesso accade tra chi ha condiviso molto più di un semplice impegno associativo. Un ricordo che affonda le sue radici in un’amicizia di lunghissima data, testimoniata anche da una fotografia del 1959: uno scatto che non è solo memoria, ma traccia concreta di un legame che attraversa una vita intera e che ha al centro il rapporto profondo con due piccoli paesi del Parco nazionale d’Abruzzo, Civitella Alfedena e Villetta Barrea.

Un legame che unisce persone – Clemente, sua moglie Adriana Giuliobello, già presidente di Mountain Wilderness, Carlo Alberto Graziani e Betto Pinelli – molto prima della nascita dell’associazione e che proprio in Mountain Wilderness ha trovato un luogo naturale di fusione. Qui amicizia, passione e amore per la montagna e per la sua tutela si sono intrecciati, alimentati da un’energia generosa e da un senso profondo di lealtà. Un patrimonio umano che, negli anni di militanza, tutti hanno respirato e da cui tutti hanno tratto giovamento.
Sotto questa introduzione leggerete un ricordo di Betto Pinelli, che restituisce con parole semplici e profonde la trama di un’amicizia lunga una vita e il senso più autentico di un impegno condiviso.

In ricordo di Clemente Santillo di Betto Pinelli
Il quattro dicembre ci ha lasciati Clemente Santillo. Marito di Adriana Giuliobello, Clemente è stato fin dagli inizi un nostro socio attivo e appassionato. Chi negli scorsi anni ha frequentato le nostre assemblee certamente ricorda la sua figura e i suoi interventi, piuttosto rari ma sempre acuti e conditi con una vena di simpatica ironia. Perché di certo Clemente era un uomo che conquistava subito le simpatie di chi lo incontrava, non solo per le sue irresistibili battute di spirito ma anche per la vivace intelligenza, mai ostentata, che ne trapelava sotto traccia. Era un compagno così alla mano che più d’uno si stupiva scoprendo di avere di fronte un luminare dell’oculistica italiana, professore universitario, venerato maestro di generazioni di oculisti italiani e stranieri, pioniere della scuola romana di oftalmologia pediatrica e genetica. Il suo impegno nel campo della difesa dell’ambiente naturale non si è limitato alla militanza all’interno di Mountain Wilderness; candidatosi con i Verdi, nel 1993, venne eletto consigliere comunale di Roma.

Buon alpinista ma soprattutto escursionista, appassionato di viaggi avventurosi – quasi sempre in compagnia di Adriana – ha percorso i sentieri dell’Altai mongolo, del Pamir Afghano, della Groenlandia, della Kamchatka; ha compiuto la “kora” intorno al monte Kailash in Tibet, ha scalato il Kilimangiaro, ha raggiunto il campo base dell’Everest dal versante tibetano, e l campo base del K2, collaborando ai lavori di pulizia portati avanti da Mountain Wilderness nel 1990, durante la spedizione ecologica Free K2. Aggiungo una nota personale: era il mio oculista, devo a lui se ho smesso di portare gli occhiali e ho gettato le lenti a contatto. Ma soprattutto era per me un vero amico. Indimenticabile il viaggio compiuto con Adriana e con lui nelle gole desertiche di Wadi Rum e a Petra.Mentre scrivo queste poche righe mi sembra impossibile che se ne sia andato davvero. Istintivamente aspetto di sentire la sua voce, che mi sussurra alle spalle, con la sua lieve cadenza campana: “ Dai Betto, non esagerare!”
Durante questi due ultimi anni Clemente ha lottato con tutte le sue energie, con ostinato ottimismo e rara serenità contro un male incurabile. Non ce l’ha fatta, malgrado l’ammirevole assistenza dell’amata Adriana.
Restiamo sempre più soli.
Carlo Alberto Pinelli