La paura degli orsi attraversa il Sol Levante.

C’è una risonanza che arriva da lontano, dal Giappone fino alle Alpi e agli Appennini . Storie diverse, contesti culturali e geografici lontani, certo, ma con tratti comuni: cambiamento climatico, impoverimento degli ecosistemi, perdita di habitat e spopolamento delle aree rurali che fungono da cuscinetto tra aree selvagge e aree densamente abitate dall’uomo. La conseguenza è avvicinamento della fauna selvatica ai centri abitati.

Il caso degli orsi giapponesi, che negli ultimi mesi si sono spinti sempre più spesso fin dentro i paesi del nord dell’arcipelago, ricorda da vicino dinamiche che conosciamo, sulle Alpi e sugli Appennini.

La natura si adatta, si riorganizza, si sposta. E quando lo fa, ci ricorda che la convivenza non è qualcosa che si improvvisa: è un equilibrio fatto di presenza umana consapevole, di cura del territorio, di conoscenza delle dinamiche ecologiche. Il rischio, quando questo equilibrio salta, non è soltanto l’“orso nel paese”, ma la rottura di un legame antico, quello tra comunità umane e paesaggi montani, che per secoli ha modellato entrambi. La vicenda raccontata nell’articolo che segue non è un fatto “esotico”. è uno specchio.

Un orso bruno in un prato a Sapporo, nell’isola giapponese di Hokkaido, il 18 giugno 2021 (NTV via AP)

La paura degli orsi attraversa il Sol Levante. Di Matteo Boscarol. Copyright: Il Manifesto

Nelle scorse settimane, il comitato di produzione del lungometraggio indipendente Higuma!! ha annunciato che l’uscita del film prevista per la fine di questo mese è stata posticipata a data da decidersi. La storia del film, una produzione a basso costo e indipendente a metà fra il comico e l’horror a quanto pare, si sviluppa attorno a degli attacchi di orsi bruni e ad un gruppo di lavoratori precari. Una sorta di Cocaine Bear forse, in cui un gruppo di giovani rimangono invischiati in una serie di lavori illegali in Hokkaido, l’isola più settentrionale del paese.

La decisione di sospendere l’uscita del lungometraggio è arrivata dopo una serie di attacchi di orsi, alcuni di questi fatali, occorsi negli ultimi mesi in Giappone. Il film presenterebbe, secondo quanto dichiarato dalla produzione, alcune scene in un cui gli orsi staccano degli arti alle persone, quindi una finzione un po’ troppo vicina a quanto sta accadendo nella realtà.

È proprio due o tre giorni fa sono circolate le prime immagini delle forze di difesa giapponesi impegnate in operazioni speciali nel Giappone del nord, nelle prefetture di Iwate e Akita in particolare. Si tratta di un impiego dei militari abbastanza raro quindi, la difesa di centri abitati e cittadine da questa «invasione» di orsi che negli ultimi mesi ha causato almeno dieci vittime e un centinaio di feriti.

Secondo le autorità, si tratta di numeri eccezionali rispetto agli anni passati, anche considerando il fatto che numerosi sono stati non solo gli attacchi a persone ma anche gli avvistamenti di orsi. Questo sta scatenando un certo panico, almeno nella popolazione di alcune zone pedemontane, come si diceva, soprattutto nelle prefetture settentrionali dell’arcipelago. La grande differenza rispetto alla presenza di orsi nei decenni passati è che gli animali si stanno spingendo sempre più verso e al di dentro delle zone abitate.

A detta degli esperti, questo comportamento degli animali avviene almeno per due ben precisi motivi. La scarsità di cibo causata dal cambiamento climatico e l’invecchiamento della popolazione giapponese con il conseguente spopolamento delle aree rurali del Paese asiatico.
I cambiamenti climatici stanno portando delle modifiche all’ecosistema dei boschi e delle foreste giapponesi con una diminuzione o uno slittamento, ad esempio, della produzione di ghiande e altre piante di cui gli orsi di solito si nutrono prima di andare in letargo. Questa scarsità spinge gli animali fuori dal loro habitat usuale in cerca di cibo ed è proprio in queste zone di passaggio fra natura selvaggia e zone abitate che si nasconde il secondo motivo dietro a questi numerosi avvistamenti.

FRA LE VARIE conseguenze che l’invecchiamento della popolazione giapponese sta portando con sé c’è anche un’ulteriore ed accelerata urbanizzazione del paese. Sempre di più le nuove generazioni tendono a trasferirsi nei grandi centri urbani, in cerca di sbocchi lavorativi ma anche per ragioni legate ad una vita più «moderna».

Le zone rurali al contrario, a parte qualche caso isolato, stanno diventando villaggi fantasma e luoghi disabitati, e soprattutto si stanno assottigliando le zone cosiddette Satoyama. Sono questi dei luoghi «cuscinetto», per così dire, che funzionano da cerniera fra zone di natura selvaggia e zone coltivate dall’uomo. Sempre per restare in tema cinema, Il mio vicino Totoro di Miyazaki è ambientato in un Satoyama. La progressiva scomparsa di questi luoghi abbatte una sorta di barriera fornendo agli animali selvatici, fra cui gli orsi, dei veri e propri passaggi verso le zone abitate.