Le Alpi di Messner su RaiPlay: un viaggio nelle Alpi nel segno della wilderness.
Tra i molti racconti televisivi dedicati alla montagna, Le Alpi di Messner, serie di tredici puntate prodotte da Giorgio Vivalda ( Pubbliviva) alla fine degli anni novanta, occupa un posto particolare. Non è solo una lunga e ben costruita cavalcata sulle grandi vette e le vallate delle Alpi, ma un vero viaggio culturale attraverso le nostre montagne, commentato da Reinhold Messner: grande alpinista, esploratore e tra le figure che più hanno contribuito a ridefinire il rapporto contemporaneo con l’ambiente dell’alta montagna e non solo.
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Realizzata per la Rai, regista e ideatore Carlo Alberto Pinelli, la serie unisce immagini spettacolari delle grandi montagne, dal Monte Bianco al Cervino, dall’Adamello alla Civetta, alle Alpi Giulie, a momenti di riflessione e dialogo. Ogni puntata prende spunto da un massiccio alpino per affrontare temi più ampi: la storia dell’alpinismo, la cultura delle vallate, il ruolo delle guide alpine, ma anche le pressioni del turismo e i rischi ambientali che minacciano l’integrità delle Alpi. In questa prospettiva, alcune delle più spettacolari iniziative di Mountain Wilderness sono puntualmente ricordate.

La struttura della trasmissione è semplice e potente. Ai documentari sulle montagne si affiancano conversazioni con alpinisti, studiosi e testimoni della cultura alpina; non mancano – quando se ne sente la necessità- discrete ricostruzioni in costume di famosi eventi storici. Tra questi la salita al Monviso compiuta da Sella e compagni, da cui nacque il Club Alpino Italiano, e la prima scalata della Torre Winkler in Dolomiti. Insomma uno spazio di confronto che rende la serie qualcosa di più di un racconto di imprese sportive. Qui la montagna diventa paesaggio umano, spazio politico, territorio fragile, simbolo di resistenza all’omologazione, trampolino di sogni.
Nelle introduzioni di ciascuna puntata compaiono figure che hanno contribuito a costruire la riflessione culturale sull’ambiente alpino negli ultimi decenni: oltre a Messner e al regista Carlo Alberto Pinelli , che in quegli anni ricopriva anche l’incarico di Coordinatore generale di Mountain Wilderness International, compaiono Enrico Camanni, Ugo Manera, Ermanno Salvaterra, Ignazio Piussi, Fausto De Stefani, Maurizio Giordani, insieme a molte altre voci dell’alpinismo e della cultura della montagna. Non è un caso: la serie nasce nello stesso clima culturale che, tra gli anni Ottanta e Novanta, ha rimesso al centro il tema della wilderness alpina, della difesa dei paesaggi e della critica alla trasformazione industriale della montagna.

In questo senso, rivederla oggi significa anche ritrovare una stagione di pensiero sulla montagna che ha segnato profondamente il dibattito contemporaneo: quella che ha portato alla nascita di nuove sensibilità ambientali, alla critica delle grandi infrastrutture e alla riscoperta delle Alpi come spazio di cultura, non solo di consumo turistico.
La buona notizia è che questo piccolo classico della televisione di montagna è tornato facilmente accessibile: la serie è oggi disponibile in streaming su RaiPlay, dove è possibile rivedere le puntate dedicate ai grandi massicci alpini e alle storie che li attraversano.
Un’occasione preziosa non solo per chi ama la montagna, ma anche per chi vuole riscoprire uno sguardo profondo sulle Alpi: quello di una generazione di alpinisti, studiosi e ambientalisti che ha contribuito a cambiare il modo in cui le guardiamo.