Lo sport che divide: Olimpiadi tra propaganda e rimozione.
Nel pieno di una fase di conflitto sociale, con servizi pubblici in crisi, territori sotto pressione, repressione del dissenso, l’evento olimpico viene imposto come racconto unico e salvifico. L’articolo di Luigi Casanova entra in questa frattura e ne mostra il lato rimosso: un conflitto reale ma silenziato, mentre l’“armonia” proclamata si riduce a retorica che copre ingiustizie, censure e nuove disuguaglianze.

Sono diffuse e continue le manifestazioni che propongono un’altra lettura dell’evento olimpico prossimo. Non se ne trova minima traccia sui media. L’autocensura delle redazioni delle TV pubbliche e private in un paese che si definisce democratico ha dell’incredibile. Perfino la stampa locale oscura ogni iniziativa.
Venerdì 30 gennaio la rivista Altreconomia, grazie al senatore dei verdi Tino Magni, ha tenuto una conferenza stampa in Senato per presentare il libro Oro colato di Duccio Facchini e Luigi Casanova. Nessun giornalista era presente. Molto più vivace la situazione nel pomeriggio nel palazzo della Stampa estera dove il tema ha trovato grande interesse.

Il 31 gennaio a Belluno si è manifestato per difendere la sanità pubblica, umiliata in questa provincia capace di spendere 1,4 miliardi di euro per opere definite “olimpiche”.
Dal 6 all’8 febbraio a Milano si terranno le “Utopiadi”, una serie di occasioni di confronto, dibattiti, musica per illustrare il volto nascosto dell’evento. Costi straripanti, ombre sugli appalti, opere incompiute, quasi tutte, territori militarizzati, anche in montagna. Una tre giorni ha coinvolto diverse sensibilità in Trentino. 30 gennaio manifestazione a Trento, piazza Duomo, 31 gennaio a Baselga di Pinè (50 milioni di euro olimpici piovuti su un luogo dove non si tiene alcun evento), 1 febbraio a Predazzo. La tre giorni era strutturata sul tema olimpico della pace e dei diritti umani. Mentre si costringono all’assenza le nazioni della Bielorussia e della Russia, si accetta Israele, stato che ha costruito e mantiene attiva una politica genocida nei confronti dell’intero popolo palestinese, impedendo a questa popolazione il diritto alla casa, allo studio, alla sanità, al libero movimento.

A Gaza come in Cisgiordania la violazione dei minimali diritti umani è continua. Nel corso delle tre giornate di manifestazioni si è ricordato come le Olimpiadi siano nate per costruire fratellanza, diluire i conflitti, preparare percorsi di pace duratura. La strategica parola “Armonia” che sarà ripetuta nel corso dell’inaugurazione delle Olimpiadi allo stadio San Siro il 6 febbraio trova coerenza solo laddove si è lavorato per la pace, dove si sono evitate scelte di esclusione, dove si lavora per costruire giustizia sociale. E dove si è rispettata la montagna. Questi sono i percorsi più incisivio che lo sport deve coltivare e trasmettere alle giovani generazioni.
Luigi Casanova