Migrazioni verticali: lo sconosciuto mondo degli insetti: specie fondamentali per garantire la vita sul pianeta.

Anche gli insetti salgono in quota. Ma per questo trascurato mondo animale (copre oltre il 70% del mondo di vita sul pianeta) proponiamo un’analisi meno alpina, un’attenzione rivolta a quanto accade nel pianeta Terra. Nel fare questo lasciamo l’illustrazione alla entomolga forestale Marialuisa Dal Cortivo.

Gli Insetti costituiscono il gruppo di esseri viventi più numeroso del Pianeta: quasi i tre quarti delle specie di animali della Terra sono Insetti e un quarto di questi appartiene all’Ordine dei Coleotteri; se invece si vogliono considerare tutti gli esseri viventi, allora uno su cinque, in qualsiasi ordine si vogliano vedere le cose, è sempre un Coleottero.
Benché gli insetti siano poco apprezzati dalla maggioranza delle persone, e per alcuni risultino addirittura fastidiosi o ripugnanti, in realtà, oltre a costituire il cibo di molte specie animali, svolgono numerose funzioni ecosistemiche. Sono infatti impollinatori, decompositori, riciclatori, depuratori dei corpi idrici e li impieghiamo nel campo dell’entomologia forense o come indicatori ambientali, in quanto svolgono servizi ecosistemici di primaria importanza per la vita sulla Terra.
Gli impollinatori, non solo api, ma anche coleotteri, farfalle e mosche, partecipano alla riproduzione sessuata delle piante, che garantisce un’impollinazione incrociata e l’indispensabile scambio di materiale genetico. Considerato che la maggioranza delle piante a fiore, ovvero circa l’87% del-le Angiosperme, ha bisogno di un insetto per l’impollinazione, si comprende il motivo per cui al-cune piante abbiano sviluppato una relazione strettissima con questi animali, dalla cui attività deriva gran parte del nostro cibo.

Vi sono poi i decompositori, insetti che si occupano del riciclo dei nutrienti e della sostanza organica in decomposizione, che, grazie al loro lavoro, viene rimessa in circolo per tornare nuovamente disponibile nell’ambiente. Tra questi vi sono i decompositori di piante morte, che contribuiscono alla fertilizzazione dei suoli forestali ed alla creazione di micro-habitat idonei ad ospitare numerose altre specie di animali, funghi e piante, dando inizio al processo di riutilizzazione della necromassa legnosa rappresentata dalle piante morte, restituendo al bosco e alla foresta sostanza organica che potrà essere riutilizzata in seguito. Parimenti, vi sono altri insetti che si dedicano alla decomposizione e al riutilizzo di carcasse e cadaveri di animali; sotto il profilo strettamente ecologico, infatti, una carcassa rappresenta un piccolo ecosistema in rapida evoluzione, in cui la materia organica in decomposizione viene colonizzata e trasformata, ottimizzando il ciclo dei nutrienti e quindi dell’energia. Dopo la morte di un animale, i suoi resti vanno incontro a una serie di stadi di decomposizione, con sviluppo di gas e odori specifici, che attirano prima di tutto mosche, ma secondariamente anche una nutrita schiera di coleotteri ed altri insetti. L’intervento di questi spazzini risulta indispensabile per metabolizzare nel più breve tempo possibile delle sostanze che, in questo modo, tornano ad essere nuovamente disponibili nel ciclo biologico dell’ecosistema.
Vi sono poi gli utilizzatori di escrementi, capaci di sfruttare quello che per gli animali è un rifiuto, trasformandolo in cibo per la prole; alcuni possono utilizzare gli escrementi dei carnivori, ma la gran parte di questi insetti si nutre dello sterco degli erbivori, che non digeriscono completamente il cibo ingerito, così nei loro escrementi è possibile trovare vegetali parzialmente digeriti insieme a liquidi assai puzzolenti, ma altrettanto nutrienti.

Con la loro attività, oltre ad eliminare rifiuti organici dalla superficie del suolo, contribuiscono alla sua ossigenazione e fertilizzazione, nonché alla dispersione dei semi delle piante. Da ultimi vi sono gli insetti, spesso stadi larvali, ma anche adulti, che vivono sul fondo dei corpi idrici partecipando al processo di riciclo dei nutrienti associato allo scorrere verso valle della corrente. Insieme alle altre componenti macrobentoniche, essi svolgono un ruolo di fondamentale importanza negli ecosistemi torrentizi e fluviali: nutrendosi attraverso diversificate specializzazioni alimentari (filtratori, raccoglitori, raschiatori, trituratori, predatori), bioaccumulano la sostanza organica veicolata dalla corrente, svolgendo quindi un ruolo attivo nei processi di spiralizzazione dei nutrienti e di autodepurazione dei corsi d’acqua. Purtroppo, negli ultimi decenni, si è verificato un drastico declino di abbondanza e diversità degli insetti, soprattutto per l’uso di pesticidi e prodotti chimici in agricoltura, ma anche per la perdita di habitat, per la diffusione di specie aliene e anche per le conseguenze del cambiamento climatico. Secondo alcuni ricercatori, questa drastica riduzione della biomassa (in media la riduzione è del 75%) e diversità degli insetti a livello globale si tradurrebbe nella sesta estinzione di massa e potrebbe causare una catastrofe ecologica, con conseguenze devastanti per gli ecosistemi terrestri e quindi anche per l’uomo.
Senza pensare al peggio teniamo presente che è dall’insieme delle forme di vita animali, vegetali e microbiche che dipende infatti il funzionamento degli ecosistemi. Qualora il mondo degli insetti sia destinato a subire altre riduzioni le conseguenze sarebbero disastrose. Contribuiscono in modo determinante a rendere possibile la nostra esistenza quotidiana: la disponibilità di acqua potabile, aria pulita e materie prime, la fertilità del suolo, la regolazione del clima, il controllo delle malattie, l’impollinazione e tutti i cicli naturali che garantiscono risorse e stabilità.

Marialuisa Dal Cortivo (Entomologa)