Milano Cortina 2026 tra dati e silenzi: il terzo report di Open Olympics sul diritto di sapere.
Il terzo report della rete Open Olympics 2026, Alla vigilia dei Giochi Invernali Milano Cortina: tra dati e “non dati” come si classifica il diritto di sapere?, è la fotografia definitiva dello stato di salute del diritto di sapere a poche settimane dai XXV Giochi olimpici e paralimpici Milano Cortina 2026.
Il report analizza ciò che oggi è accessibile attraverso i dati, in particolare quelli del portale Open Milano Cortina 2026 (la cui messa online è frutto della campagna stessa), ma soprattutto ciò che resta opaco, parziale, non pienamente conoscibile: i cosiddetti “non dati”. L’indagine chiama in causa tutti i soggetti coinvolti nella partita olimpica e paralimpica, senza eccezioni.
Per quanto riguarda il portale Open Milano Cortina 2026, analizzando gli aggiornamenti disponibili fino al 31 ottobre 2025 (ultimo download disponibile) relativi ai progetti del Piano delle Opere nel perimetro di competenza di Simico S.p.A., risultano 98 opere, per un investimento complessivo di 3.540.304.464,68 euro (3,54 miliardi).
Di queste, 31 opere sono classificate come essenziali allo svolgimento dei Giochi, mentre 67 rientrano nella categoria legacy, cioè infrastrutture permanenti destinate ai territori.

La vera asimmetria è economica:
- solo il 13% della spesa riguarda le opere essenziali;
- l’87% finanzia la legacy, in gran parte interventi stradali e ferroviari (45 su 67).
In altri termini, per ogni euro speso per le opere indispensabili ai Giochi, se ne spendono 6,6 per opere legacy. La spesa si concentra soprattutto in Veneto e Lombardia, che sfiorano ciascuna 1,5 miliardi di euro. Il Veneto è inoltre l’unica regione che, negli ultimi aggiornamenti, aumenta il numero delle proprie opere.
Sul fronte degli stati di avanzamento:
- 16 opere risultano concluse,
- 51 in esecuzione,
- 3 in gara,
- 28 ancora in progettazione.
Solo 42 opere hanno una data di fine lavori precedente all’inizio dei Giochi. Ciò significa che il 57% degli interventi sarà completato dopo l’evento, con l’ultimo cantiere previsto nel 2033.
Particolarmente significativa è la categoria “fine ante-olimpiadi”, attribuita a 16 interventi che saranno completati definitivamente solo dopo i Giochi. Tra questi figurano 8 opere essenziali, tra cui:
- il Cortina Sliding Centre (pista da bob),
- gli interventi per l’innevamento artificiale,
- il Livigno Snow Park,
- l’Arena di Verona,
- il Villaggio olimpico di Cortina.
La mancanza di metadati chiari impedisce di comprendere in quale stato reale queste opere si troveranno al momento dell’evento olimpico e paralimpico. Una novità rilevante di questo report è la possibilità, grazie ai diversi rilasci di dati, di ricostruire come il Piano delle Opere sia cambiato nei primi dieci mesi del 2025. Nel corso del 2025, la data di fine lavori è stata posticipata per il 73% delle opere, spesso in modo significativo, con slittamenti superiori ai tre anni in alcuni casi. Contestualmente, si registra un aumento progressivo dei costi pari a 157 milioni di euro, cioè +4,6%.
Gli aumenti riguardano:
- 34 opere già presenti nel Piano a fine 2024,
- uno sdoppiamento di intervento,
- tre nuove opere introdotte nel 2025.
Le cinque variazioni più significative in valore assoluto sono:
- Variante di Longarone (+43 milioni),
- Circonvallazione di Perca (+31 milioni),
- Tangenziale sud di Sondrio (+13,3 milioni),
- Impianto a fune di Socrepes (+13 milioni, sommando B09.1 e B09.2),
- Collegamento sciistico di Livigno (+8,5 milioni).
Le maggiori variazioni percentuali riguardano:
- Tangenziale sud di Sondrio (+44,11%),
- Bacino di innevamento Rasun–Anterselva (+31,10%),
- Circonvallazione di Perca (+22,14%).
A livello territoriale, il Veneto registra l’incremento più alto in valore assoluto (+75,2 milioni), mentre l’Alto Adige/Südtirol quello percentualmente più elevato (+15,82%).
La componente legacy è determinante:
- +133,7 milioni sulle opere legacy,
- contro +23 milioni sulle opere essenziali.
Resta però impossibile capire chi stia sostenendo questi aumenti, poiché il portale Open Milano Cortina 2026 non indica le fonti di finanziamento. Il dato riguarda esclusivamente il Piano delle Opere, e non include ulteriori interventi finanziati da Regioni, Comuni, ANAS, RFI o altri soggetti, analizzati separatamente nel capitolo 3. Accanto a ciò che i dati mostrano, il report analizza anche ciò che “non dicono”. Tre ambiti restano solo parzialmente illuminati.
- Impatto ambientale reale: manca l’impronta di CO₂ per singola opera. L’unico dato complessivo disponibile, fornito dalla Fondazione Milano Cortina, è di 1.005.000 tonnellate di CO₂ equivalente per l’intero ciclo dell’evento (stime 2024), l’equivalente di un volo Roma–New York andata e ritorno per tutta la popolazione di Milano.
- Trasparenza economica: non sappiamo chi paghi gli aumenti di costo. I decreti originari riportavano le fonti di finanziamento, mentre il portale non lo fa più. Conosciamo i costi, non chi li sostiene.
- Subappalti: sono visibili i nomi delle imprese, ma non i valori economici. In assenza di CIG e importi, non è possibile incrociare i dati con ANAC né valutare la concentrazione del mercato.
Il portale Open Milano Cortina 2026 rappresenta però solo una parte del quadro. La maggioranza dei “non dati” riguarda una pluralità di soggetti chiave, in un contesto fortemente frammentato.

Restano aperte tre domande civiche fondamentali:
- Quante opere esistono davvero e quanto costano?
Il portale mostra 98 opere, ma ne mancano molte, in particolare quelle di ANAS e degli enti locali. La Regione Lombardia, sulla piattaforma Oltre i Giochi 2026 (con dati non scaricabili), indica 78 interventi per 5,17 miliardi, di cui 44 opere e 3,82 miliardi non presenti nel portale Open. - Quanto costa davvero realizzare i Giochi e garantire salute e sicurezza?
Il “Budget Lifetime” dichiarato dalla Fondazione Milano Cortina nel 2025 è di 1,7 miliardi, ma il documento non è pubblico. La natura privatistica della Fondazione limita il diritto di sapere. Nessuna richiesta di voluntary disclosure ha avuto esito. Sul fronte sicurezza, il DL Sport stanzia 43 milioni, sottraendoli al Fondo per le vittime di mafia e usura. Sul fronte sanitario non esiste un piano unico nazionale. - Qual è il ruolo e il livello di trasparenza del Commissario alle Paralimpiadi?
Il DL Sport assegna 328 milioni al Commissario da spendere tra settembre e dicembre 2025. La stima iniziale per le Paralimpiadi era di 71,5 milioni: un aumento del 359%. I ruoli sono ampi, ma i confini restano poco definiti. La prima relazione trimestrale è attesa entro il 16 dicembre.
In conclusione, in un mare di “non dati”, domande senza risposta e informazioni parziali, il portale Open Milano Cortina 2026 ha comunque permesso di illuminare una porzione rilevante – ma non esaustiva – della macchina olimpica e paralimpica.
Un risultato che, pur formalmente attribuibile a Simico S.p.A., è prima di tutto frutto dell’iniziativa civica della rete Open Olympics 2026. Con questo report ribadiamo il ruolo centrale della società civile italiana nel rendere conoscibile ciò che oggi sappiamo.
Il nostro lavoro non si fermerà allo spegnersi delle luci dei Giochi: il 57% delle opere sarà completato dopo l’evento, e continueremo il monitoraggio fino alla chiusura dell’ultimo cantiere.
Parallelamente, stiamo già collaborando con la società civile francese in vista dei Giochi invernali 2030, per affermare una legacy civica fondamentale:
non si tocchi una pietra senza prima fare trasparenza.