Nella montagna del Vanoi la discarica dei veleni ex Sloi (Trentino).
Nel Vanoi, ai confini del Parco di Paneveggio, finiscono i materiali di scavo dell’ex area Sloi di Trento, tra le più contaminate d’Italia. Una discarica di montagna diventa il capolinea dei veleni urbani, mentre cittadini e associazioni chiedono trasparenza e controlli indipendenti. Di Luigi Casanova
Il Primiero usato come pattumiera del Trentino? Proprio così. Lo scorso anno con l’apporto nella discarica dismessa a Imer dei rifiuti solidi urbani di Trento. Oggi con il trasporto dei materiali di scavo dell’interramento della ferrovia dell’area ex Sloi. I problemi della città vengono risolti aggredendo la montagna, ovviamente quella dimenticata, povera.

Domenica 9 novembre 200 persone hanno manifestato contro quest’ulteriore scandalo. Sono stati protagonisti cittadini venuti dalla pianura veneta, dal bellunese, da Trento e dal Primiero perché preoccupati, indignati, dall’apporto in riva del torrente Vanoi di tonnellate di materiale probabilmente inquinato. Tutto depositato in area alluvionale; nel caso di infiltrazioni nella falda e peggio ancora in presenza di un evento alluvionale potrebbe arrivare nei torrenti Cismon e poi nella Brenta, fino all’Adriatico. Scriveva nel 1826 in un suo libro lo storico Antonio Combruzzi: -” In quest’anno il villaggio di Canal San Bovo finiva di venire inghiottito dal Lago Nuovo o Lago di Caoria, prodotto tre anni innanzi dalle frane del Vanoi, e cresciuto di anno in anno fra ingenti ruine, da occupare 3.634.000 mq. Le conseguenze si fecero sentire funeste anche nella campagna di Fonzaso; poiché le masse di acque e di materiali ingrossando il ridondante Cismon, ne raddoppiarono la violenza, e i possessi di Agana si trasformarono in campo raso e nuda ghiaia”
Da un anno decine di camion al giorno partono dallo scavo della Sloi, la fabbrica di tetraetile di piombo esplosa nel 1978. Ad oggi sono stati portati nella discarica di Ponte di Ronco circa 50 mila mc., il transito di circa 3000 camion da cava su strade di montagna e con un percorso, andata e ritorno di 210 chilometri.
La discarica è autorizzata fin dal 2012, l’unica in Trentino idonea al conferimento di rifiuti inquinati. Vero, si tratta di un sito gestito da privati, dalla società Ecopera, ma era destinato al conferimento di materiali edilizi di lavori in Vanoi e nel Primiero. Il materiale oggi trasportato doveva essere bonificato fin dalla partenza, sul luogo dello scavo. Invece viene mescolato: su quanto caricato si fa l’analisi (materiale misto quindi) e le analisi vengono compiute dal produttore del rifiuto, il Consorzio Tridentunm che ha affidato a Ecopera l’incarico; Ecopera abbiamo detto è gestore della discarica, evidente il conflitto di interesse. In Consiglio Provinciale come del resto dai partecipanti al cammino è stato chiesto con forza l’affidamento delle analisi a un ente terzo. Sono più che mai necessarie analisi accurate e indipendenti. La maggioranza che governa il Trentino ha bocciato la mozione che chiedeva questo impegno.

Le presenze istituzionali erano al minimo, un solo consigliere regionale del Veneto, Renzo Masolo di Europa Verde, un solo consigliere provinciale del Trentino, Filippo Degasperi di Onda, un solo sindaco, Daniele Gubert di Imer. Incredibile l’assenza del sindaco di Canal San Bovo Bortolo Rattin, assente il presidente del parco di Paneveggio nonostante la discarica sia in adiacenza con un SIC (rete Natura 2000). Va ricordato che l’ordinamento dei comuni della Regione affida al sindaco, in qualità di Ufficiale del Governo, la possibilità di adottare provvedimenti contingibili e urgenti in materia di sanità e igenee… al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli. Con il comportamento del sindaco si rivive quanto affermava allo scrivente l’allora sindaco di Tesero, 1984, un anno prima della tragedia di Stava: – “decide tutto Trento”- . Come a Tesero anche a Canal San Bovo non si da attuazione nemmeno al principio di cautela.
La manifestazione è stata un successo e dovrà portare le istituzioni a decisioni che rispettino la montagna. Va però rilevato che minoranze interessate in paese sostenevano che una simile manifestazione arrecava danno all’immagine del Vanoi e specialmente al turismo.
Luigi Casanova