Olimpiadi Infernali: che cosa resta alla montagna dopo Milano Cortina 2026?

Un incontro pubblico a Pieve di Cadore per fare il bilancio di Milano Cortina 2026 e interrogarsi su costi, impatti e futuro della montagna, con la partecipazione di Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness

A Olimpiadi concluse, è tempo di fare i conti con la loro eredità. Milano Cortina 2026 era stata presentata come un’Olimpiade sostenibile, diffusa e capace di rilanciare le aree montane. Ma, secondo il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste dell’Alto Bellunese, dietro quelle promesse restano miliardi di spesa pubblica, grandi opere infrastrutturali, consumo di suolo e interventi imposti ai territori attraverso i commissariamenti.

Nel Bellunese, in particolare, 1,5 miliardi di euro sono stati destinati al solo asse stradale Longarone-Cortina, mentre sono rimaste in secondo piano alternative come il trasporto pubblico e il collegamento ferroviario delle Dolomiti. Al contrario, temi decisivi per il futuro della montagna, servizi sanitari, contrasto allo spopolamento, formazione, innovazione, agricoltura, filiere del legno e tutela della biodiversità, non hanno ricevuto la stessa attenzione.

Il risultato, sostengono le associazioni ambientaliste, è un modello di sviluppo che ha prodotto più cemento e infrastrutture che una reale strategia per la montagna, mettendo in discussione anche il significato delle parole “sostenibilità”, “armonia” e “bellezza” utilizzate per raccontare l’evento.

Di questo si discuterà venerdì 11 settembre alle 18, a Pieve di Cadore, nell’incontro “Olimpiadi Infernali. Come fare affari col pubblico denaro a spese dell’ambiente”, organizzato dal Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste dell’Alto Bellunese. Tra i partecipanti ci sarà anche Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness, insieme a Giuseppe Pietrobelli, Carlotta Bartolucci, Roberta De Zanna, Marina Menardi e Giovanna Ceiner.

L’incontro sarà anche l’occasione per discutere il futuro dei grandi eventi sportivi in montagna e la loro reale eredità sui territori, con la partecipazione del pubblico e, al termine, la premiazione del concorso fotografico “Olimpiadi Infernali”