Metti un giorno di novembre a Noasca

Gran Paradiso Student Workshop. Di Toni Farina

Giovedì 23 novembre, giorno del Gran Paradiso Student Workshop, l’incontro degli studenti reduci da un anno di impegno nel Parco nazionale Gran Paradiso.
Un incontro che è ormai prassi annuale, l’appuntamento di Noasca è la nona occasione, in località alternate nelle diverse valli del parco.
Dottorandi, stagisti, tesisti, sono reduci da una stagione di esperienze sul campo.
Dal Vallone di Levionaz in Valsavaranche al Vallone di Noaschetta, lo straordinario vallone che dai 1000 metri di Noasca, nella media Valle dell’Orco, conduce ai 4061 metri della cima principale, dalla quale il primo parco italiano prende nome.
Nella sala incontri del centro visite ognuno di loro relaziona sulla propria attività. Si va dalla “Conservazione della trota marmorata (Progetto Life+ Bioaquae)” alla “Connessione ecologica tra ambienti terrestri e acquatici d’alta quota”. Dalla “Analisi sulla crescita delle corna e sul peso dello stambecco alpino” a “Il lupo nel Parco nazionale Gran Paradiso”: effetti del rischio della predazione sulla possibilità di osservare degli ungulati selvatici”.



Il parco come laboratorio di studio e verifica sul tema biodiversità, declinata in tutte le sue variabili (bio-diversità, appunto), che sarebbe poi il suo compito principale, il compito principale di un’area protetta, aspetto che si tende troppo spesso a dimenticare
.
Un compito oggi più che mai fondamentale, alla luce dell’erosione di biodiversità planetaria, che coinvolge in modo sensibile la montagna, ambiente fragile per antonomasia.
Biologi, naturalisti, provenienti da varie università. Torino, Milano, Genova, Pavia.
E da Pavia proviene il Professor Giuseppe Bogliani, da sempre presente all’incontro come chairman. Bogliani mi dice dell’importanza della collaborazione fra parchi naturali e mondo accademico, in questo caso fra Gran Paradiso e università, sinergia “naturale”, strategica per entrambe le istituzioni. Il suo tono orgoglioso, entusiasta, mi fa capire perché Bogliani sia un mito per gli studenti di molte generazioni.
E d’altronde anch’io sono qui come studente, qui per capire, verificare sul campo in che misura il tema “tutela e studio della biodiversità” sia centrale nell’azione dell’ente gestore.
Il fatto che la dotazione organica preveda solo 4 posizioni nell’Area biodiversità del parco mi dice che si può fare di più.

Di questo parlo con Bruno Bassano (responsabile del servizio Biodiversità e ricerca scientifica) e Ramona Viterbi, biologa, ufficio conservazione della fauna.
Si condivide la considerazione che per gran parte di loro il futuro professionale è un’incognita. In Italia, soprattutto, l’Italia paese delle diversità di paesaggio e di natura.
Mi chiedo: chissà se per qualcuno dei partecipanti il Parco nazionale Gran Paradiso diventerà luogo di lavoro stabile? Chissà se qualcuno di loro troverà sbocco professionale nella dotazione organica di un parco? La situazione finanziaria del settore, la sua condizione di marginalità, non inducono all’ ottimismo.
Ma oggi, giovedì 23 novembre, giorno infrasettimanale di fine autunno, a Noasca è un giorno diverso. L’età media dei presenti in paese si è abbassata.
E il pranzo “sociale” all’ostello è una festa.
Toni Farina