Olimpiadi Milano-Cortina: dopo l’Arena Santa Giulia, la Corte dei Conti indaga anche sulla pista da bob di Cortina
A pochi giorni dall’editoriale di Mountain Wilderness Italia sulle indagini della Corte dei Conti relative all’Arena Santa Giulia, emerge ora un nuovo fronte di verifica anche sulla contestata pista da bob di Cortina. Un passaggio che conferma quanto denunciato da tempo da associazioni, cittadine e cittadini: dietro la narrazione dell’urgenza olimpica si stanno accumulando opacità, ritardi e costi fuori controllo, mentre il prezzo ambientale ed economico continua a ricadere sulla collettività. In questo contesto si inserisce la presa di posizione dell’eurodeputata Cristina Guarda.

“Meno male che ci sono cittadine e cittadini, e anche persone con ruoli politici e istituzionali, come Luana Zanella, che vigilano e chiedono conto. Senza questo controllo, il CIO, la Fondazione Milano Cortina, la Regione Veneto e il Governo avrebbero campo libero nel trattare le risorse pubbliche come un assegno in bianco. Qui non parliamo di ‘semplici ritardi’: i ritardi sono stati accumulati colpevolmente, quasi come se si volesse proprio arrivare ai commissariamenti, alimentando una narrazione basata su dichiarazioni false. Come il cortocircuito della pista da bob: le prime misurazioni e analisi propedeutiche al progetto, secondo il dossier olimpico, erano già in corso nel 2018, ma in realtà sono state assegnate dalla Giunta regionale e realizzate solo a partire dalla fine 2021.
Prima si perde tempo e si scaricano responsabilità, poi si corre all’ultimo minuto, creando le condizioni perché i lavori vengano eseguiti male. Il conto lo pagano tutte e tutti: spreco di soldi pubblici, danni al territorio, e un’opera che arriva tardi e di pessima qualità. È giusto che la Corte dei Conti indaghi perché un progetto che doveva costare 45, costato poi 124 milioni, è uno scandalo inaccettabile.”
Cristina Guarda (Verdi/ALE), eurodeputata