Il tunnel autostradale del Frejus sarà raddoppiato.

In Valle di Susa non c’è solo la TAV a preoccupare gli ambientalisti.

In Valle di Susa non c’è solo la TAV a preoccupare gli ambientalisti: sono iniziati i lavori per la costruzione della seconda canna del Frejus, motivata da “ragioni di sicurezza”. Il primo progetto prevedeva una galleria di 4 metri di diametro poi aumentati negli anni fino a 9,40 (il tunnel attuale è di 9 metri per 13 km. di lunghezza), con la chiara intenzione di trasformare una canna di sicurezza in un vero e proprio raddoppio, ipotizzando un eventuale doppio senso di marcia.

Perchè no alla seconda canna del Frejus?

  • se è vero che il tunnel attuale non offre garanzie di sicurezza allora è necessario adottare immediatamente provvedimenti necessari a renderlo sicuro impedendone l’accesso senza aspettare anni per la costruzione di una galleria parallela
  • in Valle d’Aosta al traforo del Monte Bianco la sicurezza è stata garantita senza realizzare un secondo tunnel
  • si verificherà un peggioramento delle condizioni ambientali della Valle di Bardonecchia (qualità dell’aria, rischi legati al trasporto di merci pericolose, etc.); già oggi i livelli di inquinamento sono preoccupanti
  • le proporzioni della galleria in costruzione sono palesemente quelle di un secondo traforo e non un semplice corridoio di sicurezza
  • il progetto prevede 6-7 anni di cantiere in aree a rischio idrogeologico, drenaggio delle acque sotterranee, traffico di mezzi pesanti, rumori, polvere, inquinamento
  • estrazione di grandi quantità di materiale da depositare e scaricare nelle vicinanze con notevole impatto ambientale
  • la Valle di Susa è già compromessa dal punto di vista paesaggistico dall’autostrada e sopporta un enorme volume di traffico pesante (un terzo delle merci che attraversa le Alpi)
  • la società concessionaria ha dimostrato scarsa attenzione al territorio ed ai suoi abitanti considerando questa valle un semplice corridoio di transito
  • politici ed amministratori enunciano proclami a favore dell’ambiente e della tutela della montagna e poi nella realtà assistiamo a continue violenze al territorio determinate da scelte contradditorie
  • gli abitanti della Valle e la gente cui sta a cuore la difesa della montagna devono essere ascoltati e le opere non necessarie, ispirate solo dalla logica del profitto, non devono essere realizzate.

No alla seconda canna del Frejus!

piemonte@mountainwilderness.it