Alpe Devero, Avvicinare le Montagne sta lavorando nell’ombra?

I promotori del progetto Avvicinare le Montagne, che vorrebbe trasformare l’Alpe Devero e alcune valli circostanti in un comprensorio sciistico con 55 km di piste e 13 nuove strutture ricettive, per un investimento complessivo di 173 M€, stanno cercando strade alternative per la sua realizzazione?
I fallimenti che hanno incontrato sulla loro strada sono stati molteplici: un cronoprogramma che vedeva l’inizio lavori nel 2019 e che ad oggi non ha invece nemmeno superato la fase di VAS; diversi pareri negativi da parte delle istituzioni; un’opinione pubblica critica se non avversa al progetto testimoniata dalle oltre 100.000 firme raccolte dal Comitato Tutela Devero proprio fra i destinatari del progetto, ossia i turisti di quelle zone; una richiesta di ridimensionamento degli interventi proprio dai comuni firmatari dell’accordo territoriale.
Di fronte a tutte queste criticità i promotori cercano altre strade per ottenere risultati più positivi.

Scialpinismo all’Alpe Devero. Foto: Luigi Ranzani


Per convincere l’opinione pubblica sulla bontà del progetto i comuni promotori (delibera n° 48/2020 dell’Unione Montana Alta Ossola) hanno affidato uno studio del valore di 25 mila Euro al Politecnico di Torino, con l’obiettivo di evidenziare la ricaduta positiva che Avvicinare le Montagne avrebbe avuto sull’economia e sull’occupazione dell’Alta Ossola. L’incarico dalla Comunità Montana dello studio è dell’8 ottobre 2020, ma da allora non se ne è saputo più niente. Non deve essere impresa facile far tornare i conti dell’investimento di Avvicinare le Montagne in oltre un anno dall’incarico non se ne è saputo più nulla.
Si è anche provato a inserire uno “spezzatino” del progetto all’interno delle proposte per il PNRR avanzate dalla Regione Piemonte. Il lavoro non deve essere stato facile: ci vuole parecchia fantasia per far ricadere strade, parcheggi, impianti di risalita, bacini idrici, nuove costruzioni all’interno dei paletti dettati dall’UE, visto che il Recovery Plan prevede esplicitamente il sacrosanto principio del “Do No Significant Harm” (nessuna misura inserita in un piano per la ripresa e la resilienza (RRP, Recovery and Resilience Plan) deve arrecare danno agli obiettivi ambientali).

Le associazioni hanno segnalato alle autorità europee il tentativo di “green washing” di Avvicinare le Montagne con il risultato che il “caso Devero” è ora noto e monitorato da Bruxelles.
Anche l’orientamento delle autorità italiane sembra remare contro Avvicinare le Montagne, visto che il Ministero della Transizione Ecologica quest’anno ha bocciato un progetto gemello da effettuarsi su una porzione di territorio Natura 2000, quello in Lazio denominato “Interventi per la ristrutturazione e l’ampliamento degli impianti sciistici siti nel comprensorio sciistico del Monte Terminillo”.

Val Buscagna, Alpe Devero. Marzo 2018. Foto: Nicola Pech


Avvicinare le Montagne sta lavorando anche nell’ombra. D’altronde una società con soci “opachi” come quella della proponente San Domenico Ski Srl e un insieme di comuni che, abbagliati dal denaro, quando si tratta di interventi su beni comuni rinunciano a rispondere alle urgenti e lecite domande (chi sono i reali beneficiari privati economici dell’investimento? quali coperture fidejussorie hanno previsto? il progetto è di provata sostenibilità economica? qual è la provenienza degli oltre 130 milioni di Euro di fondi?), devono essere ben predisposti alla scarsa trasparenza.
Ma una notizia buona per Avvicinare le Montagne sembrerebbe in arrivo! Grazie all’approfondita analisi finanziaria fatta da Filippo Mostarda, un eccellente laureando con la sua tesi “Studio di fattibilità economica del progetto per lo sviluppo del comprensorio sciistico di San Domenico di Varzo”, il progetto riesce finalmente a raggiungere il break even dopo 30 anni. Certo fanno riflettere le condizioni: il comprensorio dovrebbe arrivare ad avere 3.380.679 sciatori in una sola stagione invernale (la Valle d’Aosta intera ne fa 3 milioni, il Piemonte 2,4 milioni). Tant’è che lo stesso laureando conclude che “il progetto “Avvicinare le Montagne” non sia economicamente sostenibile”.

Comitato Tutela Devero